“Progetto RPD” per gli Enti pubblici e Società partecipate

Il D.lgs. 101/18, che dal 19 settembre u.s. ha definitivamente introdotto, anche sotto il profilo sanzionatorio, il Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali [Reg. (UE) 2016/679 – GDPR], prevede pesanti responsabilità e pene pecuniarie a carico degli Enti, dei titolari dei trattamenti e dei responsabili delegati, nel caso tali trattamenti siano difformi rispetto alle prescrizioni regolamentari e causino nocumento ai diritti ed alla libertà delle persone.

In altre parole, in un’era in cui una tumultuosa evoluzione tecnologica offre nuove ed inimmaginabili opportunità relazionali e non solo, la stessa evoluzione ha determinato, di contro, l’insorgere di molteplici minacce e, con esse, di pressanti esigenze di tutela delle informazioni riferite o riferibili a una persona identificata o identificabile, quale che ne sia il contenuto o l’oggetto.

La gestione dei dati secondo criteri di liceità, correttezza e trasparenza deve sottendere un approccio proattivo attraverso cui valutare, verificare e correggere il trattamento ancor prima che esso avvenga; il titolare del trattamento, sin dalla fase di pianificazione e progettazione di un servizio o di un’attività, si occuperà di organizzare la raccolta, conservazione ed utilizzo dei dati con un livello di protezione conforme ai requisiti normativi.

La responsabilità del titolare, estesa altresì a tutti i responsabili del trattamento delegati, è inoltre correlata alla puntuale rendicontazione (accountability) di quanto realmente attuato, sia sotto il profilo organizzativo che gestionale, per mitigare soddisfacentemente il rischio di illecito trattamento di dati personali, anche accidentale, che sia lesivo dei diritti e libertà dei cittadini.

In ultimo, ma non da ultimo, Gli Enti Pubblici devono nominare il Responsabile della protezione dei dati personali [RPD o Data Protection Officer – DPO], secondo l’art. 37 del Regolamento.

Il RPD è un soggetto designato dal titolare o dal responsabile del trattamento per assolvere a funzioni di supporto e controllo, consultive, formative e informative relativamente all’applicazione del GDPR. Coopera altresì con l’Autorità e costituisce il punto di contatto, anche rispetto agli interessati, per le questioni connesse al trattamento dei dati personali (artt. 38 e 39 del Regolamento).

,  con i propri consulenti e formatori che vantano esperienze ultraventennali nel settore sia pubblico che privato, ha sviluppato il “Progetto RPD”, offrendo la propria consulenza ed assistenza per gli adempimenti normativi previsti.

Il progetto, nella prima fase – consulenziale – si sviluppa attraverso le seguenti fasi principali:

  1. valutazione e quantificazione dei rischi e degli impatti derivanti dal trattamento dei dati, soprattutto sensibili, ed eventuale formalizzazione delle risultanze, qualora se ne rilevi l’obbligo;
  2. rivisitazione delle informative agli interessati e delle modalità per le richieste di autorizzazione, negazione o revoca del consenso al trattamento dei dati;
  3. definizione degli interventi finalizzati a mitigare i rischi di violazione dei dati ed ad ottimizzare i processi di trattamento, anche nella logica di migliorare l’accountability;
  4. individuazione delle modalità di intervento e delle procedure di sicurezza in caso di eventuali violazioni e/o perdite di dati (cd. digital disruption e data breach).

Nella seconda fase – assistenziale – il progetto prevede il coinvolgimento di un consulente cui è affidato, su nomina e delega del titolare del trattamento, l’incarico di Responsabile della protezione dei dati (RPD), con i seguenti compiti principali:

  1. promuovere l’attuazione e l’applicazione delle politiche di protezione dei dati, definite congiuntamente al titolare, a tutti i livelli dell’Organizzazione;
  2. indirizzare, coordinare e verificare ogni adempimento previsto dalle normative cogenti;
  3. monitorare le eventuali violazioni e/o perdite di dati (data breach) e provvedere alla relativa registrazione, notifica al Garante e comunicazione alle parti interessate (qualora coinvolte);
  4. fornire pareri ed indicazioni al titolare del trattamento in merito alla valutazione d’impatto sul trattamento dei dati (DPIA);
  5. provvedere alla tenuta ed aggiornamento dei registri delle attività di trattamento e delle eventuali violazioni di dati;
  6. vigilare sugli obblighi derivanti dal GDPR e sul corretto adempimento a tutti i livelli dell’Organizzazione.