” Progetto 231 ” per gli Enti e Società partecipate

Il D.lgs. 231/01 ha introdotto pesanti responsabilità a carico di Enti e Società per reati (a tutt’oggi, ben oltre 130 fattispecie), commessi da soggetti apicali e non, nell’interesse, anche potenziale e/o a vantaggio dell’Ente/Società stesso.

L’Anac, nelle ultime linee guida, ha fortemente raccomandato, per Enti e Società controllati e partecipati dalla PA, l’adozione dei “Modelli 231”, precisando che “…le società che decidano di non adottare il “modello 231”…dovranno motivare tale decisione”.

Tra l’altro, i reati ambientali e quelli in materia di sicurezza (annoverati dal D.lgs. 231/01) rappresentano un’eventualità perniciosa in quanto, se di natura colposa, possono prescindere da responsabilità dirette da parte dei vertici aziendali: l’immediata conseguenza è che, per non provate disattenzioni o negligenze dei dipendenti, anche l’Ente/Società più virtuoso, può incorrere in sanzioni e pene di rilievo, pecuniarie e finanche interdittive (fino a 24 mesi).

La mancata adozione del “Modello 231” può equivalere, inoltre, a condotta negligente da parte dell’organo di governo dell’Ente/Società, non avendo questo assicurato un assetto amministrativo, organizzativo e contabile adeguato; la  sentenza n° 1774/2008  del Tribunale di Milano ha condannato un Amministratore, per mala gestio ex art. 2392 c.c., non avendo questi assolto l’onere/dovere di valutare l’opportunità di adottare il Modello 231 e non avendo, quindi, istituito ed attivato, di conseguenza, quei presidi organizzativi e di controllo che avrebbero potuto impedire la commissione di reati; tale inadempimento aveva procurato danni alla Società).

Molte Pubbliche Amministrazioni, inoltre, nel corso degli ultimi 10 anni, hanno richiesto, sia agli enti controllati che agli operatori economici in genere, l’adozione dei “Modelli 231” a maggior tutela dell’integrità, della legalità ed eticità dei rapporti con esse instaurati.

 , forte dell’ esperienza ultraventennale dei propri consulenti, nell’ambito dei modelli di compliance in settori merceologici i più diversificati e dei piani di prevenzione della corruzione, ha sviluppato il “Progetto 231”, per lo sviluppo ed implementazione di Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo, in accordo a quanto previsto dal D.lgs.231/01 e per la conseguente esimente da responsabilità penale-amministrativa, anche in relazione ai reati in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ed ambientale.